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Culmine e fonte della vita cristiana

L’eucaristia è il culmine dell’iniziazione cristiana, si compie con il Battesimo, la Cresima e, appunto, l’Eucaristia.

Delimiter

L’Eucaristia si celebra insieme: il segno dello spezzare il pane rimanda ad una comunità, costituita da quelli che Dio ha chiamato ad essere fratelli nel Battesimo. È un’assemblea di peccatori; comincia con la dichiarazione di ciascuno: «Confesso a Dio Onnipotente e a voi fratelli che ho molto peccato…». Ma è anche un’assemblea che si lascia costruire sempre più in corpo di Cristo. Noi sentiamo il prete, dopo la consacrazione, pregare il Padre con queste parole: «A noi, che ci nutriamo del corpo e del sangue del tuo Figlio, dona la pienezza dello Spirito Santo perché diventiamo in Cristo un solo corpo e un solo spirito».

La celebrazione Eucaristica Domenica

Per capire l’importanza della celebrazione eucaristica , oggi fortemente sottovalutata anche da molti praticanti, basta ricordare le parole dei 49 martiri di Abitène:

«Non possiamo vivere senza celebrare…»

 

«Rivolto ad Emerito dinanzi al tribunale, il proconsole domandò: “Nella tua casa sono state tenute riunioni contro gli editti imperiali?”. Inondato dallo Spirito Santo Emerito rispose: “Nella mia casa abbiamo celebrato i misteri del Signore nel giorno domenicale”. “Perché – domandò il proconsole – permettevi loro di entrare?”. Rispose Emerito: “Perché sono miei fratelli e non potevo impedirlo… Non potevo – insistette Emerito – perché non possiamo vivere senza celebrare i misteri nel giorno del Signore”» (dal Martirio dei Santi di Abitène – IV sec.).

La proclamazione della parola di Dio

Ascoltando la Parola con la Chiesa, come i discepoli di Emmaus, prima di sedere a tavola col Signore, accettiamo che egli illumini la nostra vita con la parola delle Scritture, che ci annuncia il compimento della salvezza nella morte e risurrezione di Gesù. Riconosciamo sempre di più il vero volto di Dio, il suo progetto su di noi e sull’umanità. Tante volte l’Eucaristia non lascia alcun segno, non costruisce la nostra personalità, perché non c’è stata la fatica di questo ascolto di Gesù.

La nostra partecipazione all’Eucaristia è un frequente alternarsi di parola di Dio, di preghiera del celebrante e di espressioni dell’assemblea: l’invocazione del perdono, il Gloria, il salmo responsoriale, il Credo, la preghiera universale e alcune brevi espressioni, molto dense di significato, come quell’Amen con cui facciamo nostra la grande preghiera eucaristica. Ma il dialogo nel rito non ha senso se non è preceduto e seguito da un dialogo nella vita.

Il dialogo nella celebrazione

La presentazione dei doni

Il gesto rituale di un dono a Dio si accompagna con i doni alla famiglia di Dio. Eppure questo momento a volte viene trascurato, a volte gonfiato da sfilate allegoriche. La forma più abituale è la presentazione all’altare, insieme al pane e al vino, dei doni per i poveri e per la Chiesa, oppure il passaggio di un “cestino” per la raccolta delle offerte. In una comunità cristiana credibile, dove si conosce la limpidezza della gestione e la generosa attenzione ai poveri questo gesto non stona. La Chiesa da sempre aiuta i poveri.

Nella celebrazione colui che presiede ripete i gesti di Gesù: la preparazione dei doni, la preghiera eucaristica, i riti di comunione. La preghiera eucaristica, con il rendimento di grazie nella memoria della morte e risurrezione di Gesù e con l’invocazione dello Spirito, fa del pane e del vino, secondo le parole del Signore, il suo corpo offerto e il sangue dell’alleanza: Gesù si fa presente nel suo passaggio da questo mondo al Padre per unire per sempre in alleanza Dio e gli uomini. Nei riti di comunione il pane spezzato e il vino vengono dati agli invitati alla mensa del Signore. Se il peccato grave non ci ha separati dal Padre e dai fratelli, partecipiamo al corpo e al sangue del Signore per diventare, liberi dall’egoismo, un’offerta viva e per approfondire la comunione d’amore con Dio e con gli uomini.

«Prese il pane, rese grazie, lo spezzò, e lo diede dicendo…»

Andate!

L’assemblea eucaristica si raduna per sciogliersi. Hai partecipato all’unico Pane, sei diventato un solo corpo con tanti fratelli: ora esprimi la tua forza di vita diventando lievito dentro la famiglia, la scuola, il lavoro, il quartiere, il mondo. Il campo della missione non ha confini: il lievito non sa dove arriva la sua forza.

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